ECCELLENTI
09 Gennaio 2026
Nella dodicesima puntata di Eccellenti, la prima del 2026, ospite Alberto Garbellini, direttore de La Voce di Rovigo. Al centro della puntata, un'analisi approfondita politica, sociale ed economica dell'anno appena concluso per la Provincia di Rovigo, con uno sguardo ai programmi e alle prospettive per il nuovo anno.
Il 2025 è stato un anno politicamente complesso, segnato soprattutto dalle elezioni regionali, che hanno portato alla nascita di una nuova giunta e di una nuova presidenza. Si apre così una fase inedita per il Veneto, che si prepara a una nuova linea politica dopo i 15 anni di governo di Luca Zaia.
La continuità con l'amministrazione precedente di centrodestra resta forte, ma il completo rinnovamento della giunta lascia aperti interrogativi su come verrà impostato il lavoro nei prossimi cinque anni. Per il Polesine, in Regione siedono Corazzari (ex assessore) e Benetti per Fratelli d'Italia. L'unico volto presente anche nella giunta precedente è Valeria Mantovan, entrata però in corsa solo circa un anno e mezzo fa.
Il nuovo presidente della Regione Veneto è Alberto Stefani, che non si è mai discostato dai punti cardine del programma di Zaia: economia, sanità e servizi sociali.
Zaia resta comunque una figura centrale: continuerà a essere presente come presidente del consiglio regionale e potrebbe inoltre emergere in vista delle elezioni comunali di Venezia, dove nel corso dell'anno si voterà per il nuovo sindaco.
Il nuovo anno si apre con un appuntamenti rilevanti. Il 1° febbraio sarà eletto il nuovo presidente della Provincia di Rovigo. Le trattative sono già in corso: sebbene il centrodestra parta favorito, rimane una coalizione storicamente divisa. Si tratta del primo vero test politico ed elettorale dell'anno, anche se a votare saranno solo consiglieri e sindaci e non i cittadini.
Altro tema sono le elezioni suppletive per la Camera dei Deputati. Non c'è ancora una data e resta aperta la questione del candidato, che potrebbe non essere polesano, come già accaduto in passato.
Per quanto riguarda il Comune di Rovigo, sono stati mesi di rimpasti e allontanamenti. L'equilibrio attuale non è ancora definitivo e potrebbero esserci ulteriori cambiamenti. La sindaca ha dimostrato di saper gestire le divisione e le tensioni nella maggioranza, ma ora è chiamata a dare una visione chiara e programmi concreti. Dopo un primo anno di continuità con il passato, è il momento di imprimere una vera impronta politica al mandato.
Il 2025 non è stato brillante né per il Polesine né per il Veneto e l'Italia. Il PNRR ha garantito una spinta che però ora tende ad esaurirsi, mentre si registrano cali del PIL e incertezze legate al contesto geopolitico: export, costi energetici e trasporti restano sotto pressione.
Il governo dovrebbe concentrarsi sulle politiche industriali che necessitano di revisioni e nuovi stimoli. Il Polesine, ricco di eccellenze, ha bisogno di sostegni concreti. Positiva, invece, la prospettiva per il settore primario, che potrà contare su circa un miliardo di euro in più nei prossimi otto anni, offrendo una possibile, seppur limitata, accelerazione.
Tra le grandi opportunità mancate spicca la ZLS (Zona Logistica Semplificata). Da anni descritta come possibile motore di sviluppo e occupazione, resta ancora oggi più un progetto ipotetico sulla carta che una realtà.
Il Polesine continua a perdere popolazione e a invecchiare, con conseguenze evidenti sul commercio: vetrine vuote, negozi che chiudono e centri storici sempre più deserti. Le cause sono molteplici: l'e-commerce, la mancanza di servizi nelle frazioni e la riduzione delle opportunità.
Il vero nodo da sciogliere è offrire un centro vivo, attrattivo, con proposte commerciali coraggiose e differenziate. Durante il periodo natalizio, Rovigo ha dimostrato di sapersi riempire: una spinta che commercianti e ristoratori dovrebbero sfruttare di più.
Sul fronte della sicurezza urbana, nel 2025 è partito il turno notturno della polizia locale. Rovigo è ancora in zona rossa, istituita ad agosto e prorogata, a causa di furti ed episodi di violenza anche in centro storico. Cresce anche l'allarme per le truffe, ormai un vero problema sociale, che richiede maggiore attenzione e prevenzione.
Drammatici anche i dati sulla sicurezza sul lavoro: nel 2025 si sono registrati nove incidenti mortali, un numero mai visto negli ultimi dieci anni. Servono più ispettori, più controlli, ma soprattutto più formazione e consapevolezza.
Rovigo si conferma città di cultura. Palazzo Roverella e RovigoRacconta restano i principali poli attrattivi e lo saranno anche nel 2026. Palazzo Roverella, con una programmazione che copre quasi tutto l'anno, porta turismo costante. Il territorio polesano offre molto: il Delta del Po, spesso erroneamente associato solo all'Emilia Romagna, le ville palladiane come Villa Badoer, il Museo della Giostra, le spiagge, che hanno registrato un incremento ma non ancora proporzionato al loro potenziale. Serve una strategia di racconto e valorizzazione più incisiva.
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