ECCELLENTI
16 Gennaio 2026
Nella tredicesima puntata di Eccellenti, ospite Michele Manca, sommelier AIS, Miglior Sommelier del Veneto 2022 ed ex Ambasciatore del Conegliano Valdobbiadene DOCG (2023-2024).
Classe 1987, Michele Manca ha iniziata ad avvicinarsi al mondo del vino lavorando fin da giovanissimo. La sua formazione proviene dall'Istituto Alberghiero Cipriani di Adria, una scuola che fornisce solide competenze in tutti gli ambiti professionali legati all'ambito della ristorazione. A soli 14 anni ha svolto le prime esperienze stagionali e, dopo il diploma, ha cominciato a lavorare come direttore di sala presso una delle strutture Cipriani S.A.
In qualità di direttore di sala si è ritrovato a dover gestire la carta dei vini del ristorante e, sentendo di avere una preparazione insufficiente, ha deciso di iscriversi al primo livello del corso da sommelier dando così inizio ad un percorso che sarebbe diventato il centro della sua carriera.
Secondo Michele, lavorare nella ristorazione richiede consapevolezza e sacrificio, ma soprattutto curiosità. Portare un piatto a tavola è un gesto semplice; raccontare la cucina, le materie prime, i vini e gestire la sala significa trasmettere cultura ed emozioni. La ristorazione è una forma di espressione culturale: un piatto o un vino raccontano una storia e, non a caso, il Made in Italy gastronomico, recentemente riconosciuto patrimonio dell'UNESCO, è una delle espressioni culturali più importanti del nostro Paese.
Parallelamente al lavoro, ha conseguito anche una laurea in Economia con l'obiettivo di unire la ristorazione agli aspetti gestionali. La sua tesi era incentrata sul valore del dipendente come primo cliente, tema che riflette la sua visione umana e organizzativa del lavoro.
Il 2022, per Michele, segna un punto di svolta con la vittoria del titolo di Miglior Sommelier del Veneto, apice di un percorso di crescita iniziato anni prima. Questo riconoscimento ha portato grande visibilità e nuove responsabilità, un trampolino di lancio che lo ha reso ancora più operativo all'interno del settore.
Il vino è un veicolo di conoscenza sociale e culturale: permette di scoprire territori, persone e tradizioni. Conoscere un prodotto significa anche rispettare il lavoro che c'è dietro, dalla vigna alla bottiglia.
Il rapporto qualità prezzo è legato all'unicità che, spesso, molte etichette pregiate, racchiudono al loro interno. Quantità limitate, territori particolari, caratteristiche geologiche specifiche e storie secolari. Già nelle corti francesi e russe alcuni vini erano presenti, costruendo una reputazione che impone ancora oggi standard produttivi elevatissimi.
Moltissimi sono i vini capaci di lasciare il segno: in Francia, Château Angélus 1982 o Champagne Simon. In Italia il territorio è vastissimo: l'Amarone della Valpolicella (Speri, Monte Sant’Antonio, Tomasi), a Soave (Gini), nella zona del Lugana e Lago di Garda (Riserva “Al Lupo” di Ca Lojera), nelle Dolomiti (De Bacco) in Veneto il Durello (Cantina Monteforte, Vignalta, Bonotto delle Pezze).
Il Veneto è una delle regioni vitivinicole più interessanti d'Italia. Il Prosecco ha superato lo Champagne per numero di bottiglie vendute. Sebbene Michele abbia ufficialmente ceduto il ruolo di ambasciatore, chi lavora nel settore resra sempre un portavoce del proprio territorio. Il Prosecco DOC ha un'area di produzione molto più ampia, rispetto al DOCG, che è invece limitato a zone con caratteristiche precise. Conegliano e Valdobbiadene rappresentano il cuore del DOCG, con colline scoscese a ovest e più dolci a ed, capaci di offrire esperienze enologiche differenti, Incirca 107-108 ettari si concentra il picco qualitativo: un paesaggio di vigne, boschi e villaggi che ha dato origine al mito del DOCG.
Uno dei progetti più significativi riguarda il vitigno autoctono rodigino Vangadicia, proveniente dall'uva "Mattarella" denominata così per la forma particolare delle foglie.
I produttori rodigini, insieme all'Associazione Italiana Sommelier, stanno promuovendo questo vino come simbolo del territorio. L'etichetta sviluppata con Terra della Badia, richiama l'Abbazia di Badia Polesine, risalente al X secolo, area di confine tra la Serenissima di Venezia e il territorio Ferrarese.
Si tratta di un progetto attivo in costante crescita e destinato a trovare spazio nei locali polesani.
L'AIS, conta oltre 50.000 iscritti: un bacino ampio che comprende non solo sommelier ma anche professionisti di altri settori accumunati dalla passione per il vino e la gastronomia. Oltre ai corsi che ogni anno vengono svolti in tutta Italia, ci sono anche numerosi progetti che portano avanti il valore del vino come Masterclass e lezioni.
Il 23 febbraio partirà il nuovo corso di primo livello. Per ulteriori informazioni e per guardare il calendario è possibile visitare il sito: www.aisvento.it
Video del Giorno
FANTASANREMO 2026