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ECCELLENTI

Massimo Contin e il salumificio Bovolenta: dal 1962 tradizione e alta qualità

Massimo Contin e il salumificio Bovolenta: dal 1962 tradizione e alta qualità

Nella sedicesima puntata di Eccellenti è stato ospite Massimo Contin, imprenditore e titolare del salumificio Bovolenta a Rivà di Ariano Polesine, nel cuore del Parco Regionale del Delta del Po'. 

L'attività nasce nel 1962 con Gino, nonno di Massimo. Commerciante di bestiame, Gino decide di acquistare un vecchio caseificio e trasformarlo in un macello, dando avvio a una storia imprenditoriale che continua ancora oggi. La passione di Massimo affonda le radici proprio nella storia familiare. La madre lavorava come impiegata e lui, fin da bambino, trascorreva i pomeriggi in azienda con il nonno, visitando allevamenti e aziende agricole. Dopo la maturità avrebbe voluto seguire subito le sue orme, ma la madre lo convinse a iscriversi all'università, continuando comunque a lavorare in azienda. 

Lo sviluppo dell'azienda

Con l'introduzione di nuove normative sanitarie per l'adeguamento dei macelli agli standard C.E., l'azienda si trovò davanti a cambiamenti strutturali profondi e investimenti molto onerosi. Per Massimo, allora studente universitario, era difficile sostenere una spesa simile. L'unica soluzione sembrava la chiusura dell'attività di macellazione e lavorazione delle carni, mantenendo solo il commercio e la vendita. 
A livello nazionale ci si rese però conto che le piccole realtà non potevano sostenere gli stessi obblighi delle grandi imprese. Le normative vennero quindi adattate anche alle PMI. Grazie a questo, l'azienda poté ripartire da zero. Anni complessi che segnarono per Massimo l'inizio del suo lavoro. Si parte così dalla piccola distribuzione fino ad arrivare oggi a collaborare anche con grandi gruppi industriali. 

L'importanza della tradizione

L'obiettivo dell'azienda è preservare la tradizione. In un territorio dove ogni casa di campagna allevava animali e produceva salumi per autoconsumo, la filosofia resta la stessa: meno quantità, più qualità. 
Macchinari di alto livello, grande attenzione alla stagionatura e controllo della filiera permettono di mantenere standard elevati tutto l'anno, nonostante le variazioni di temperatura e umidità. 

Una filiera solida è la base della qualità. Grazie al macello di proprietà, l'azienda controlla direttamente la qualità degli animali, il rispetto della catena del freddo e premette, un uso quasi nullo, di conservanti. 

La nuova realtà

Il prossimo obiettivo è l'allevamento allo stato brado dei maiali. Distinguere un prodotto artigianale da uno industriale non è sempre immediato: per questo l’azienda vuole offrire questa qualità sia nello spaccio aziendale sia nelle macellerie, gastronomie e, selettivamente, nella grande distribuzione. La struttura è pronta; si sta definendo la strategia commerciale. A giugno verranno inseriti i primi animali e serviranno circa sei mesi per arrivare al prodotto finito. È una gestione più complessa rispetto agli allevamenti intensivi: gli animali sono liberi, si muovono di più e questo incide sul lavoro, ma la differenza si percepisce chiaramente nella carne. 

Il consumatore finale è chiunque apprezzi la qualità. Il salame non è un bene di prima necessità, ma uno sfizio: mangiarne uno buono ha un senso. Ha un costo maggiore, ma tradizione e qualità vengono riconosciute, soprattutto nel basso Polesine.

La difficoltà delle piccole attività

Nel tempo, le grandi produzioni rischiano di inglobare le piccole realtà artigianali, con un impatto significativo sulla qualità. Esistono però diversi modelli di grande distribuzione: dal discount a quella di fascia più alta, dove è ancora possibile trovare buoni prodotti. Quello che inevitabilmente si perde è il rapporto umano.

Servirebbe un cambio di rotta. I giovani dovrebbero rendersi conto che le possibilità professionali non si limitano alle professioni tradizionali, ma includono anche l’artigianato. Le normative sempre più restrittive e la difficoltà di accesso al credito pesano molto sulle piccole imprese, rendendo complicato anche solo iniziare.

Turismo e territorio

Essere un'attività all'interno del Parco Regionale del Delta del Po è un grande valore aggiunto. L'identità polesana è un plus. Un territorio difficile, un tempo fatto di fiumi, paludi e condizioni ostili, che nel tempo si è trasformato in una realtà imprenditoriale e turistica. I paesaggi del Polesine, forse scontati per chi ci vive, sono in realtà affascinanti per chi li scopre da fuori. È un ambiente che va valorizzato, così come il dialetto e le tradizioni: forse non dureranno per sempre, ma conservarle ha un grande valore.

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