ECCELLENTI
06 Marzo 2026
Nella ventesima puntata di Eccellenti ospite Laura Cestari, autrice di "Io come voi", un libro che parla di donne attraversando più di un secolo di storia polesana.
Un libro che racconta le "donne di fiume", cioè le donne del Polesine. L'idea nasce da un'esigenza maturata durante un'esperienza nell'ambito dell'amministrazione locale e dalla volontà di dare voce a storie femminili spesso poco raccontate.
Il grande fiume Po fa da sfondo a queste vicende, non solo come elemento geografico, ma come simbolo del territorio e della sua identità.
L'autrice stessa è nata sulla riva sinistra del Po, in un territorio che è una sorta di piccola "mesopotamia" attraversata da molti fiumi. Un luogo ricco di risorse, anche dal punto di vista logistico, ma che nel tempo è stato poco valorizzato. Il messaggio che emerge dal libro è un invito alla consapevolezza: molte donne possiedono una grande forza interiore, ma spesso faticano a riconoscerla e raccontarla: un po' come il territorio in cui la trama prende vita.
Il Polesine è un territorio che si racconta poco e, quando lo fa, tende a farlo attraverso immagini di sofferenza legate al passato. Questo modo di pensare si è radicato nel tempo nella cultura locale. Eppure la storia dimostra altro: il Polesine ha saputo rialzarsi rapidamente da momenti molto difficili, come l'alluvione del 1951 o, più recentemente, la pandemia di Covid. Nonostante questo, il racconto collettivo continua a essere spesso distorto e poco capace di valorizzare la resilienza del territorio.
anche le donne, in questo contesto, incontrano continuamente ostacoli. Partecipano alle battaglie per ottenere riconoscimento e diritti, ma spesso lo fanno senza sentirsi davvero protagoniste. Mancano strumenti e opportunità che permettano loro du esprimere pienamente il proprio potenziale.
Nel Polesine si parla spesso di sviluppo e di nuove opportunità, come la zona logistica semplificata, ma nella realtà continuano a mancare servizi fondamentali. Servirebbero investimenti concreti: scuola pubblica efficiente, asili nido, sostegno fisico e psicologico alle neomamme. Sono servizi essenziali, ma in questo territorio risultano ancora difficili da trovare. A livello regionale e parastatale, il Polesine arriva spesso per ultimo nelle priorità.
Le disuguaglianze esistono da sempre e ancora oggi rimangono profonde. Se da un lato oggi è più facile chiedere aiuto e parlare di certi temi, dall'altro emergono nuove difficoltà. Molte questioni legate al mondo femminile vengono strumentalizzate politicamente invece di essere affrontate in modo serio, e anche i risultati e le narrazioni rischiano di essere distorti.
L'idea del libro nascenel 2022,dopo la perdita di un figlio. Questo evento spinge Laura a sentire il bisogno di raccontare qualcosa. Inizia così ad ascoltare le testimonianze di altre donne e a raccogliere i pensieri, ricordi e riflessioni. Il progetto parte inizialmente come blog. Successivamente, il medico che aveva fatto nascere la sua bambina Gaia e le propone di trasformare quei racconti in un libro. Ha avuto la possibilità di pubblicare con un editore nazionale, ma ha scelto consapevolmente un editore polesano, per mantenere un forte legame con il territorio.
La copertina è un quadro che rappresenta un bosco abitato da quattro donne che osservano qualcosa. I colori sono accesi e vitali e trasmettono entusiasmo ed energia, racchiudendo il senso e lo spirito delle pagine.
La postazione è stata scritta da Luca Zaia, una figura capace di cogliere sia i pregi sia i limiti del territorio veneto e polesano. Per l'autrice è stato una sorte di mentore. Conoscendola, ha scritto un intervento sentito e approfondito, che riesce a cogliere i tratti principali delle sei donne raccontate nel libro.
Il libro è diviso in sei capitoli, ognuno dedicato a una donna.
Tra i racconti emerge anche il periodo della Prima Guerra Mondiale. All'epoca prevaleva un forte senso del dovere: non ci si ponevano molte domande, ciò che doveva essere fatto veniva fatto. Se tradizionalmente erano gli uomini a sostenere la famiglia, quando partirono per il fronte furono le donne a portare avanti tutto. Donne stoiche, dotate di una grande forza interiore, spesso inconsapevoli del proprio valore, che hanno contribuito alla resistenza e alla ricostruzione. Le generazioni affrontano spesso problemi simili, ma cambia il modo di reagire. Il filo conduttore resta la necessità di superare stereotipi e modelli culturali che ancora oggi limitano il pieno riconoscimento delle capacità femminili. Il gender gap, infatti, non è stato ancora colmato e il merito da solo non sempre basta.
Una figura centrale nella vita dell’autrice è stata la nonna: una donna silenziosa ma molto presente, severa e rigorosa, che ha avuto un ruolo fondamentale nella sua educazione e le ha insegnato ad affrontare anche le cadute più difficili.
Il terzo capitolo è dedicato a Mariaelena Velati, una donna che l’autrice non ha conosciuto personalmente e la cui storia nasce da una ricerca. Adottata e cresciuta con il peso della condizione di orfana, ha dovuto affrontare stigmatizzazioni e stereotipi, oltre all’incomprensione verso le sue difficoltà fisiche e psicologiche. In un’epoca in cui molti problemi venivano considerati difetti permanenti e incurabili, fu costretta a rinunciare alle proprie figlie e a parte della sua vita, rimanendo segnata da un profondo senso di ingiustizia.
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