L'ADDIO
21 Aprile 2026
E' scomparso a 82 anni Adriano Anzanello, l'uomo che ha reso il tramezzino quello che è oggi.
Imprenditore veneto, ha lasciato un segno profondo nel mondo della panificazione e dello street food italiano. A lui si deve una piccola grande rivoluzione: aver trasformato il pane per tramezzini in qualcosa di ancora più leggero, soffice e riconoscibile. Nel 2010 aveva lanciato il marchio "PanPiuma", seguito poi da PanPiumino e Tramezzino Venezia, dando nuova identità a uno dei prodotti più amati dagli italiani.
La sua storia imprenditoriale parte da lontano. Già nel 1968 aveva fondato l'azienda Arte Bianca, nata a Mestre e poi trasferita a Marghera. Cresciuto tra farine e forni, Anzanello aveva sviluppato fin da giovane una passione autentica per la panificazione, che lo ha portato a innovare senza mai perdere il legame con la tradizione.
Il suo contributo è stato decisivo soprattutto per il successo del tramezzino moderno: quel pane senza crosta, morbido e uniforme, quasi "nuvola", è diventato uno standard grazie anche alla sua intuizione. Senza quella consistenza soffice e leggera, il classico triangolino probabilmente non avrebbe raggiunto la diffusione globale che conosciamo oggi. Tuttavia, l'origine del tramezzino è ancora in discussione. Da un lato c'è Caffè Mulassano, che rivendica la creazione del termine e della ricetta nel 1926; dall'altro il Veneto, e in particolare Mestre e Venezia, che ne sottolineano la diffusione e l'evoluzione. Anzanello era tra coloro che credevano fortemente nel ruolo della Laguna, considerata culla della versione più soffice e "ricca" del tramezzino.
Tramezzino, tra l'altro, nome coniato dal poeta Gabriele D'Annunzio per sostituire l'inglese "sandwich". E a differenza di molti sandwich internazionali, il tramezzino italiano è famoso per essere abbondantemente farcito e spesso preparato con maionese, tonno, uova o salumi. Negli ultimi anni, il tramezzino è stato celebrato anche con eventi dedicati, come il Festival del Tramezzino di Mestre, dove è stato istituito un premio intitolato proprio ad Anzanello. Un riconoscimento che testimonia quanto il suo lavoro abbia inciso su un simbolo della pausa pranzo italiana.
Oggi l'azienda è portata avanti dal figlio Massimiliano, mentre resta viva l'eredità di un imprenditore che ha saputo rendere ancora più iconico un prodotto semplice, trasformando in un'esperienza di gusto soffice, immediata e tutta italiana.
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